Perché un blog?

Credete nel destino?

Io no. O meglio… non credo in una forza che guida le nostre vite a dispetto di tutto. Credo fortemente nella libertà di scelta e nell’autodeterminazione.

Tuttavia, credo nei segni.

Qualche volta mi sembra che l’Universo ci invii dei segni, soprattutto quando ne abbiamo più bisogno. Noi aismo liberi di seguirli o meno, ma i segni sono là che aspettano di essere notati. O forse una spiegazione più razionale potrebbe essere che, quando siamo pronti a prendere una decisione, il nostro cervello diventa maggiormente percettivo verso cose che armonizzano con la nostra decisione.

Sia come sia, questo è quello che è successo a me.

Era un po’ che mi arrovellavo sulla mia passione per la scrittura, quando mi sono imbattuta in un e-book sul mio Kindle. Lo avevo acquistato da un po’ di tempo ma non l’avevo ancora letto. Perché? Non lo so. Comunque quello sembrava il momento adatto perché stavo passando parecchio tempo a pensare alla scrittura. Stavo pensando, come al solito, che non sono abbastanza brava, che nessuno leggerà mai le mie storie e tutta una lunga serie di pensieri di auto-compatimento.

L’e-book in questione era You are a writer (so start acting like one) di Jeff Goins. Se ancora non conoscete Jeff Goins, dovreste visitare il suo blog perché è una delle pagine web di maggiore ispirazione che abbia mai letto. Il libro di Jeff Goins mi ha fatto provare molte cose diverse.

In certi momenti era… Sì, certo! Posso farlo, posso scrivere e inizierò a farlo immediatamente! Ma poi… Non sono abbastanza brava né abbastanza coraggiosa. Forse posso migliorare, posso scrivere meglio. Certo, posso farlo! Oh, no. Questo libro parla di totale dedizione alla scrittura, ma io non posso farlo. Non posso lasciare in un angolo la mia laurea in Chimica come se non fosse importante. Forse posso fare entrambe le cose. Certo, posso! No, non posso! Si, che posso! No, ho detto che non posso!

Il mio cervello era diventato un campo di battaglia con due schieramenti opposti che si combattevano strenuamente. La battaglia continuava nella mia testa, è andata avanti per giorni anche mentre mangiavo, dormivo, leggevo, parlavo con altre persone. Un momento ero sicura e pronta, il momento dopo mi sentivo insicura e impreparata. Vi siete mai sentiti così?

Poi è successo qualcos’altro. Un altro segno.

Stavo scorrendo il blog di un’amica, nonché splendida scrittrice, Cinta Garcia de La Rosa, quando ho trovato una serie di post che ha scritto a proposito di varie tecniche di scrittura. Contenevanno incredibili consigli su cosa fare davanti a una pagina bianca, come zittire l’editor interiore, cosa fare con il proprio impulso creativo e i propri dubbi. Potete leggerli sul blog Cinta’s Corner (il link è in fondo alla pagina).

Sembrava troppo per essere una coincidenza. O forse il mio cervello contorto stava solo cercando un po’ più di incoraggiamento. Il mio editor interiore è così crudele. Lei è (perché sono certa che sia una lei) severa, inflessibile, intransigente con chiunque e qualunque cosa, in particolare con me. E’ come avere a che fare con Minerva McGrannitt!

Però dopo aver letto i consigli di Cinta ho trovato abbastanza forza per zittirla per un po’, prendere in mano una penna e un quaderno e iniziare a scrivere. Minerva continuava a sussurrare che era stupido, che non sono davvero una scrittrice, che quello che scrivo è noioso e che sicuramente avrei fallito.

In ogni caso, sapete una cosa? Questa volta, non me ne importa niente!

Come Jeff Goins dice nel suo libro, noi non scriviamo per essere adorati o per guadagnare molti soldi con quello che scriviamo, scriviamo per fare in modo di far sentire la nostra voce. E Cinta dice: scriviamo perché dobbiamo farlo, è quello che siamo. Ne abbiamo bisogno.

Così sono andata avanti a scrivere la mia storia. Ci sto ancora lavorando e non so se sarò brava abbastanza, probabilmente no. Non ancora almeno. Ma continuerò a scrivere.

Quindi siamo arrivati alla domanda difficile: perché scrivere un blog?

Perché non voglio fare questo viaggio da sola. Voglio condividere la mia esperienza e non me importa un fico secco se solo poche persona saranno interessate. Se anche una sola persona apprezzerà quello che scrivo, sarà valsa la pena di averlo fatto.

Vorreste unirvi a me in questo viaggio?

Grazie per aver letto fin qui. Vorrei sapere che cosa pensate!

Qui potete trovare i link ai blog che ho menzionato. Valgono la pena di essere letti, davvero!

Cinta’s Corner

L’incredibile blog scritto dall’incredibile autrice di The Funny Adventures of Little Nani (un must!)

http://cintascorner.com

Goins writer

Un posto dove potete trovare ispirazione e saggezza, non solo a proposito della scrittura ma anche a proposito della vita.

http://goinswriter.com

3 thoughts on “Perché un blog?

  1. Siamo tutti a bordo di questa grande barca 😉
    e dato che ci siamo, inutile cincischiare: meglio remare! (o alzare le vele!)
    giusto per vedere dove si andrà a finire e che cosa si potrà scoprire.
    un enorme in bocca al lupo! 🙂
    ps: io e la mia lettrice alfa comunque stiamo aspettando di poterla leggere, questa storia…

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    1. La storia è in fase di conclusione (ma ci sono quasi) e poi avrà bisogno di un saaaacco di editing. Spero di avere un po’ di tempo nelle vacanze di Natale. Manco a farlo apposta, la settimana subito dopo la fine del NaNoWriMo è stata un delirio! Abbiate fede!

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