Scienza nelle piccole cose #3 – Hairstyle

Questa volta temo che le donne mi capiranno pià degli uomini, comunque… Avete presente quella continua insoddisfazione a proposito dei vostri capelli? Non sono mai come li vorreste. Quando sono lunghi non vedete l’ora di tagliarli, una volta tagliati pregate perché ricrescano il più in fretta possibile. Se avete i capelli lisci, vi sembra di avere una testa piena di spaghetti e invidiate i ricci, mentre le ragazze con i ricci vi supplicano di svelare il segreto dei vostri liscissimi capelli.

Ho scoperto che sono veramente soddisfatta dei miei capelli solo quando li lascio fare quello che desiderano, senza cercare di forzarli a fare qualcos’altro. Comunque, nel corso degli anni, ho sottoposto la mia povera chioma a tutta una serie di esperimenti più o meno azzardati: tipo la permanente. 

L’avete mai provata? Io l’ho fatto e il risultato è stato… beh, meglio metterci una pietra sopra. Sapete come funziona e in particolare perché una volta fatta non si può tornare indietro? Dietro c’è un sacco di chimica, pensate un po’!

I capelli sono filamenti, il cui componente strutturale principale è la cheratina. La cheratina è una proteina fibrosa e, in quanto tale, è costituita da una catena di amminoacidi, che si arrangiano in una struttura a elica. Esistono venti diversi tipi di amminoacidi in natura, che hanno una struttura di base comune, ma differiscono per alcuni gruppi. La cisteina è uno di questi amminoacidi e ricopre un ruolo importante nella forma dei capelli.

 File:Amminoacido cisteina formula.svgQuesta immagine proviene da Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/File:Amminoacido_cisteina_formula.svg

Vedete quel gruppo formato da zolfo e idrogeno (-SH)? E’ chiamato gruppo tiolico. Quando due gruppi tiolici sono vicini e ci sono le giuste condizioni, avviene una reazione di ossidazione e il risultato è un ponte disolfuro (-S-S-). Ora, immaginate una catena diritta di amminoacidi, con una molecola di cisteina qua e là. Cosa succede quando si forma un ponte disolfuro? La catena si ripiega, giusto? Giusto. Questa è la ragione per cui i capelli hanno “onde” e ricci e più sono numerosi i ponti disolfuro, più i capelli sono ricci.

File:Disulfide Bridges (SCHEMATIC) V.1.svg

Questa immagine proviene da Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Disulfide_Bridges_(SCHEMATIC)_V.1.svg)

Mi seguite ancora? Ok, allora procediamo.

La permanente prevede un trattamento chimico per rompere e riformare i ponti disolfuro, in modo da modificare la “forma” dei capelli. I capelli vengono trattati con una soluzione di tioglicolato di sodio e arrotolati attorno a dei bigodini: questo causa la riduzione dei ponti disolfuro a dare nuovamente gruppi -SH. Dopo un certo tempo, viene applicata una soluzione di neutralizzazione (in genere una soluzione poco concentrata di perossido di idrogeno), in modo da formare nuovamente i ponti disolfuro nella posizione mantenuta dai bigodini.

Una volta che i capelli assumono la nuova forma, non si torna indietro a meno di ripetere il trattamento chimico. Quindi, per favore, prima di pare la permanente pensateci bene! Non ho a portata di mano una foto del mio esperimento con la permanente ma, credetemi, non è qualcosa che dimentichereste facilmente.

 

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