Buon giorno, sono la Recensione…

Buon giorno, sono la Recensione.

Appartengo ad una famiglia molto numerosa di cui, sono sicura, conoscerete alcuni membri. Innanzi tutto c’è mio fratello il Commento, mia cugina la Valutazione, mia zia la Discussione e mio zio il Gruppo di Lettura. Siamo in qualche modo imparentati anche con una Duchessa, la Critica Letteraria, ma da quando è caduta in disgrazia i rapporti sono un po’ freddini.

Siamo una famiglia eterogenea e, malgrado le mie migliori intenzioni, io sono la più temuta. Qualcuno dice che ho un disturbo di personalità multipla, perché posso essere davvero comprensiva, collaborativa e cortese ma anche tagliente, diretta, irrispettosa e persino crudele.

Mio fratello il Commento non viene maltrattato quanto me, forse perché è meno definitivo, mantiene una mente aperta e può cambiare con il tempo. Al contrario, io ho un modo di dare un giudizio insindacabile che mi rende fastidiosa.

Nostra cugina la Valutazione è la contabile di famiglia, ragiona solo per numeri e punteggi. Questa sua caratteristica è stata chiara fin da quando era bambina e capitava di sentirle dire cose come “Grazie, mamma! Questa pasta è da 5 su 5” oppure “Non comprare quel vestito, non posso dargli più di 3 su 5”. Mia cugina non lascia spazio ad interpretazioni, ma può essere fraintesa. Davvero un numero può trasmettere la complessità della creatività? Ne dubito sinceramente.

I nostri zii, la Discussione e il Gruppo di Lettura, sono sempre di mentalità aperta che più aperta non si può. Non rifiutano nessuna posizione ma confrontano e mettono a contrasto, analizzano, sviscerano finché il mero giudizio non ha più importanza e la sola cosa che conta è il puro dibattito. Certo, hanno i loro grattacapi di tanto in tanto, ma nessuno li ha mai ostracizzati.

Provate a immaginare una cena di famiglia. Tutte quelle parole e quei discorsi! Valutazioni, congetture, analisi di forma e contenuto, comparazioni. C’è n’è abbastanza per diventare matti!

Sono molto sensibile, sapete, e assorbo tutto quello che viene detto e scritto. Lotto per trovare la quadratura del cerchio, la verità dietro le parole. Comunque il problema vero è che tutto quello che diciamo è sempre una questione di punti di vista e di verdetti che ci prendiamo la libertà di esternare, senza curarci del lavoro degli altri. Quel lavoro ha un’origine, è costato sforzi, dedizione e fatica.

Quanti di noi hanno provato a stare dall’altra parte a sottoporsi al giudizio?

Pensateci.

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