I problemi (?) dello scrittore #3 – Editing

Ora che la prima stesura di “Segreti di una borsa” è completata, mi sto avvicinando per la prima volta al magico mondo dell’editing, per cui ho pensato “perché non scrivere un post a questo proposito?” ed eccoci qua.

Sono molto lontana dall’essere un’esperta in materia, ecco perché per prima cosa ho cercato la definizione di editing. Questo è quello che ho trovato su Wikipedia (grazie per essere la mia principale fonte di conoscenza):

“L’editing è il processo di selezione e preparazione di materiale scritto, visivo o audio usato per trasmettere informazioni. Il processo di editing può implicare correggere, riassumere, organizzare o modificare in vario modo il materiale con l’intento di ottenere un lavoro corretto, coerente e completo.”

Questa definizione mi ha fatto riflettere: sì, non sono un’esperta, ma non sono nemmeno totalmente digiuna riguardo a questi processi. Chiunque abbia scritto qualche tema per la scuola è venuto a contatto con l’editing, perché scrivere un componimento per l’insegnante di letteratura non è né più né meno che scrivere un romanzo, se si eccettua il fatto che un romanzo è più lungo e il materiale di partenza è tutto nella mente dello scrittore.

Non so voi, ma per scrivere i temi a scuola partivo sempre da una lista di contenuti, quindi procedevo organizzando quei contenuti secondo un ordine logico (introduzione, argomentazioni a favore, argomentazioni contro, conclusione) e, solo dopo aver fatto una scaletta, iniziavo veramente a scrivere. Una volta terminata la “brutta“, rileggevo tutto quanto per cercare punti deboli e parti da correggere, quindi riscrivevo tutto in “bella“. Come ultima cosa rileggevo il tema dall’ultima parola alla prima in cerca di errori di ortografia.

Il sistema che uso per scrivere storie è più o meno lo stesso; so da dove parto e dove voglio arrivare. In genere faccio una lista dei punti che devo toccare necessariamente e poi inizio a scrivere la “brutta”. Questa è per me la parte più difficile. E’ il momento in cui tendo a procrastinare, a rimandare la scrittura in favore di mille altre cose (leggere, scrivere sul blog, lavare i piatti…); è il momento in cui mi sento insicura e inizio a pensare che tutto quello che esce dalla mia penna è un assoluta schifezza.

Ho provato tutte queste cose scrivendo “Segreti di una borsa”, il mio progetto per il NaNoWriMo. Le prime 50000 parole le ho scritte in un solo mese con la spinta della competizione, ma poi, quando mancavano solo pochi capitoli per arrivare alla conclusione, mi sono bloccata e ho lottato un sacco.

Ora che la prima stesura è qui sul mio tavolo, il processo di editing non si sta rivelando l’incubo che credevo (ecco spiegato il perché del punto interrogativo nel titolo). Ora che ho tutta la storia davanti a me, è più facile vedere i punti deboli e correggerli.

First draft

In ogni caso, se scrivete in Inglese e trovate che l’editing sia un incubo, vi posso suggerire di assumere Cinta Garcia de La Rosa come editor? Non ve ne pentirete!

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