Mai mai mai arrendersi!

Photo credit: vorrei saperlo… comunque il merito non è mio!

Nel mio primissimo post su questo blog ho scritto di cosa mi ha spinto a fare il passo decisivo verso il mondo dei blog e ho menzionato un libro “You are a writer (so start acting like one)” di Jeff Goins. Da quando ho letto quel libro, ho deciso di assumere un atteggiamento più “serio” verso la mia passione per la scrittura e ho iniziato a seguire Jeff Goins sul suo incredibile blog.

Negli ultimi giorni ho avuto la possibilità di leggere due post di Jeff, che fanno parte di una serie dedicata alla costruzione di un pubblico, e ho pensato molto. Nel primo dei due post afferma che chi scrive per le ovazioni e i riconoscimenti è destinato ad essere deluso. Concordo pienamente con questa affermazione, è qualcosa che ho capito per esperienza e ho imparato a scrivere per me stessa, senza curarmi se qualcuno legge quello che scrivo.

Ma è stato sopratutto il secondo post nella serie che mi ha fatto riflettere. L’autore pone alcune domande che si sono insinuate nella mia mente e non sono più uscite: come si fa a convincere le persone (oltre a tua madre) ad ascoltare? Come si ottiene l’attenzione?

Anche se non mi curo molto di quante persone leggano effettivamente il mio blog e le mie storie, mi piacerebbe avere un riscontro, mi piacerebbe entrare in contatto con i lettori e capire se quello che produco ha un qualche impatto. Jeff Goins risponde a questa domanda in modo semplice, ma allo stesso tempo dà una risposta con cui è dura venire a patti:

“Questa è la verità: in un mondo pieno di rumore, il modo per far sì che le persone si interessino a te è prima interessarsi a loro. No, non ci interessa che cosa hai mangiato a colazione o quale stupido giochetto sa fare il tuo gatto – finché non mostri interesse verso di noi. Una volta fatto questo, avrai guadagnato la nostra attenzione, e noi potremmo iniziare a credere in te.”

Jeff Goins

Wow, ottimo suggerimento! Ma questo suscita un’altra montagna di domande. Come faccio a interessarmi dei miei lettori? Come posso far capire loro che voglio davvero sapere che cosa pensano, che cosa cercano e che non sono solo ricevitori passivi delle mie elucubrazioni? Che cosa posso fare per loro (per voi, quindi)?

Jeff Goins sostiene che il segreto sta nell’essere generosi, condividere quello che sappiamo e quello che abbiamo imparato per aiutare gli altri. Più facile a dirsi che a farsi!

Tanto per cominciare siamo tutti un po’ (o molto) egoisti, spesso consideriamo gli altri una minaccia e tendiamo a tenere le cose buone per noi. Ma questo lo posso superare, posso superare la mia paura degli altri così come ho superato altre paure, perché scrivere è davvero importante per me e sono disposta a correre il rischio.

C’è però un secondo punto problematico: che cosa nella mia esperienza personale può essere utile ai miei lettori? Mi ci sono voluti un paio di giorni per trovare una risposta a questa domanda. Sono esperta in qualcosa? No davvero. Non sono qualificata per darvi consigli sulla scrittura o sul trovare il lavoro dei vostri sogni o sul diventare popolari. Ma… qualcosa in cui sono brava c’è, qualcosa in cui mi esercito da tutta la vita: non rinunciare.

C’è una parte di noi, in un punto imprecisato tra lo stomaco e la pancia, che si sveglia quando dobbiamo prendere una decisione. E’ il luogo in cui risiede il nostro istinto e ci avverte se stiamo facendo qualcosa di sbagliato, qualcosa che non ci piace, oppure se la strada intrapresa è quella giusta.

Ho imparato grazie alle mie esperienze personali che questa specie di sesto senso ha sempre ragione. Tuttavia non è facile seguire le sue indicazioni. Richiede coraggio e una certa dose di fiducia, ma se riusciamo a fare quello che il nostro sesto senso suggerisce accadono cose incredibili, perché la nostra bussola interiore è lì per ricordarci di non rinunciare alle nostre passioni.

Non importa se le nostre passioni sono un lavoro diverso, un/a compagno/a diverso, una casa diversa o uno stile di vita diverso. Non cercate di soffocare il vostro sesto senso, perché finirà col riemergere più forte e più aggressivo ed è allora che vi sentirete infelici (anche questo lo so per esperienza).

Ora probabilmente starete pensando “Ok, d’accordo. Ma di certo non si più vivere basandosi interamente sull’istinto”.

Non è quello che sto dicendo! Fare affidamento sull’istinto richiede razionalità. Perché? Beh, ogni volta che la mia pancia mi dice che c’è qualcosa che non va, analizzo tutti gli aspetti della mia vita che potrebbero essere la causa di quella sensazione, poi vaglio le mie opzioni e a quel punto prendo una decisione. Una decisione razionale.

Fare affidamento sull’istinto non significa agire senza pensare alle conseguenze. Fare affidamento sull’istinto significa considerare tutte le possibilità senza paura e decidere di seguire le proprie passioni senza rinunciare.

Non vi voglio raccontare bugie, non è facile. Imparare a non arrendersi richiede impegno e pratica e compromessi e alcuni errori lungo la strada, ma davvero vale lo sforzo.

Il primo passo per imparare ad ascoltare la bussola interiore è prendere un po’ di tempo per noi stessi. Provate così: rallentate e respirate, poi pensate a quello che volete ottenere senza paura di ammetterlo, seppure a voi stessi. Potreste essere spaventati all’inizio, ma poi inizierete a star meglio e a vedere più chiaramente.

Mai mai mai arrendersi!

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