A volte arrendersi è salutare

Nel mio ultimo post vi ho suggerito di non arrendervi, giusto? Giusto. Quindi sto per contraddirmi immediatamente con questo post? La risposta è no (ovviamente, non sono masochista).

In quel post di cui vi parlavo ho scritto che il primo passo che dobbiamo fare è ascoltare la nostra bussola interiore, prenderci un po’ di tempo per noi e capire che cosa vogliamo ottenere. In questo modo possiamo riuscire a capire che cosa è davvero importante. In questo modo impariamo a riconoscere le cose a cui non vogliamo rinunciare.

Una volta capito che cosa vogliamo, il secondo passo è imparare ad arrendersi.

Questo può sembrare contraddittorio ma non lo è. Se volete raggiungere un obiettivo, se volete trovare la forza di non rinunciare a quello che amate, dovete imparare a rinunciare a quello che non è salutare per voi, rinunciare a ciò che vi trattiene o semplicemente a rinunciare a quello che vi distrae dal vostro obiettivo.

Siamo tutti umani e abbiamo solo una certa quantità di energia a disposizione, giusto? Sono davvero rare le persone che riescono a fare mille cose e farle tutte bene (e io le invidio moltissimo, credetemi). La maggior parte di noi (e io sono della partita) riesce a concentrarsi solo su poche cose alla volta.

Per questo non possiamo dividere la nostra attenzione tra troppe cose, altrimenti il rischio è quello di fare tutto male. Il nostro tempo inoltre è limitato, per questo dobbiamo imparare ad usarlo bene.

Dobbiamo concentrarci sulle cose importanti e rinunciare a tutte quelle che non lo sono.

Per esempio, come forse saprete amo la musica e quando ero bambina ho iniziato a prendere lezioni di pianoforte. All’inizio prendevo lezioni private poi, a 11 anni, sono entrata al Conservatorio. Mi piaceva davvero suonare il piano ma era un tipo di studio che richiedeva un impegno che non potevo dare.

Ho lottato molto, ci ho provato davvero, ma non faceva per me. Così, dopo un lungo periodo di riflessioni, all’età di 14 anni, ho deciso di smettere. L’esperienza del Conservatorio è stata importante per me, ma stavo iniziando ad odiare la musica e questo mi ha fatto capire che era ora di smettere.

Rinunciare a qualcosa che stava diventando penoso si è rivelata essere la decisione giusta, anche se non è stato facile perché non mi piace lasciare le cose a metà.

Quindi qual’è la parte difficile di questo secondo passo? La parte dura è distinguere che cosa ci fa male e quindi non vale il nostro tempo e i nostri sforzi da quello che invece è difficile ma è giusto perseguire.

Imparare questo è questione di esperienza, di provare e sbagliare. Tutti abbiamo bisogno di fare dei tentativi per capire se una cosa fa per noi oppure no.

Solo ricordate: non c’è niente di cui vergognarsi nell’arrendersi e nel rinunciare a qualcosa se ci rendiamo conto che non fa per noi.

E voi? Vi è capitato di arrendervi e rinunciare a qualcosa che non sentivate giusta? Potete condividere la vostra esperienza nei commenti!

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