Il funerale – Writing Prompt #1

Buon giorno lettori!

Oggi inizia una nuova serie di post. Scriverò un breve racconto ogni Lunedì, prendendo spunto da Writer Writes Writing Prompts. Questo è l'”impulso” che ho scelto per oggi.

Enjoy!

 

Thanks to Writers Write for the use of this image http://writerswrite.co.za/

 

Dopo tutta la fatiche che ho fatto per rimanere concentrata e trattenere il mio spirito in questa dimensione, devo vedere quella stronza fingere di piangere al mio funerale. Lo so, non dovrei dire certe parole in chiesa ma… ma… Argh! Non la sopporto. E chiaramente lei non sopporta me. Ho davvero sottovalutato l’odio di Gretchen nei miei confronti.

Sono contenta di vedere gli altri miei colleghi qui. Loro sembrano genuinamente dispiaciuti per la mia dipartita e io sono dispiaciuta di lasciarli, sono certa di aver avuto dei veri amici tra loro, i miei soli amici a dire il vero. Quel dannato lavoro ha sempre assorbito tutto il mio tempo.

Per fortuna i miei genitori sono morti molto prima di me. Sarebbero stati distrutti da tutto il circolo mediatico, le indagini della polizia, le congetture e i macabri dettagli della mia morte discussi pubblicamente.

Pensavo che li avrei incontrati qui, da qualche parte nell’aldilà, ma al momento sono sola in questa specie di limbo. E’ piuttosto strano. Riesco a sentire perfettamente la voce del prete, che sta dicendo qualcosa di meraviglioso a proposito della mia vita anche se non mi conosceva e io non conoscevo lui, sento il mio amico Joy singhiozzare sulla spalla di Kate, percepisco i bisbigli dei giornalisti dal fondo della chiesa ma ci sono anche altre voci. Voci che provengono da un altro posto. Le sento più che udirle e mi stanno chiamando.

Le voci diventano sempre più forti e so che dovrò rispondere prima o poi. Ma non adesso, non ancora. Lo so, c’è qualcosa che devo vedere prima di andarmene definitivamente.

La funzione è quasi terminata. Quattro uomini ben piantati sollevano la mia bara e cominciano a camminare verso l’uscita. Le altre persone presenti li seguono. Sono commossa nel vedere quanti di loro abbiano deciso di accompagnarmi in quest’ultimo passo.

Anch’io seguo la bara, galleggiando più che camminando. Le voci sono piuttosto insistenti adesso. Non sono sicura di quanto riuscirò ancora a resistere. Ma devo raggiungere il sagrato, c’è qualcosa lì! E devo vedere il sole ancora una volta.

Fuori la giornata è fredda ma serena. I cameraman e i fotografi sono assiepati e si spintonano per ottenere l’immagine migliore ma… c’è qualcosa di sbagliato. Accanto al carro funebre c’è un’auto della polizia. Mentre i quattro uomini ben piantati depositano la mia bara nel carro funebre, due poliziotti si fanno avanti.

<< Gretchen Collins? – la stronza ipocrita cerca di nascondere la sua sorpresa ma senza grandi risultati – La dichiaro in arresto per l’omicidio di Lynette Wilson.

AH!

<< Ma… ma… non sono stata io!

<< Per favore, signorina. Abbiamo le prove.

Ecco che cosa avevo bisogno di vedere! Che sollievo! Pensavo che non avrebbero mai capito che era stata lei.

Ora posso andare. Posso arrendermi alle voci.

Grazie a Dio.

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