Descrizioni – I problemi dello scrittore (e del lettore) #5

Quando ben scritte e non troppo ampie sono un buon modo per introdurre il lettore nel mondo immaginario.

Quando eccessive e troppo dettagliate uccidono il ritmo e annoiano a morte il lettore.

Sto parlando delle descrizioni.

In quanto lettrice, non mi piacciono molto i romanzi pieni di descrizioni. Ancora ricordo quando a scuola mi venne assegnato Ivanhoe di Walter Scott come lettura estiva. Non sono mai riuscita ad andare oltre le prime dieci pagine. Dieci pagine di descrizione di un bosco e di un uomo che camminava nel bosco, con una dovizia di particolari da perdere la testa. Questo è tutto quello che ricordo del libro (spiacente, Sir Walter).

Inoltre quando leggo un romanzo, tendo ad immaginare luoghi e personaggi in un certo modo a dispetto delle indicazioni dell’autore. Non posso farci niente. Se mi entra in testa una certa immagine, riesco a sradicarla solo con un grande sforzo di concentrazione (e questo generalmente rovina il piacere di leggere il romanzo).

La mia antipatia, o per lo meno indifferenza, verso le descrizioni è il motivo per cui, quando scrivo, cerco di limitarle all’essenziale. Non mi piace seccare i miei lettori con resoconti dettagliati su mobilio e abbigliamento, ma capisco che qualche descrizione sia necessaria.

Quindi come fare a trovare un equilibrio tra troppo e troppo poco?

Per alcuni scrittori è del tutto naturale, ma per me è un vero problema. Normalmente, quando mi butto su una prima stesura, lascio perdere la maggior parte delle descrizioni tranne quelle di base. Per esempio, descrivo l’aspetto fisico dei personaggi principali quando appaiono la prima volta, fornisco qualche dettaglio sui luoghi in cui si svolge gran parte dell’azione e parlo degli abiti, dei gioielli e delle acconciature solo se la descrizione serve a comunicare un’informazione (la particolare eleganza o trascuratezza di una persona, il suo status sociale, i suoi gusti e così via).

E poi?

Qualche volta sono tentata di tagliare del tutto le descrizioni, altre volte le amplio un po’ in fase di riscrittura e di editing. In ogni caso non sono mai soddisfatta. In genere ho un’idea molto precisa riguardo all’aspetto dei personaggi e del loro mondo, ma non sempre riesco a comunicare al lettore quell’idea.

Inoltre il fatto che io sia a conoscenza di molti più dettagli di quanti raggiungano la pagina, non mi rende il miglior giudice di cosa scrivere e cosalasciar fuori. Alla fine, un esercizio mi torna utile: cerco di mettermi nei panni del lettore per capire quali informazioni sono essenziali e quali possono essere tralasciate.

E tu? Come te la cavi con le descrizioni?

Come lettore, ti piacciono o preferiresti abolirle del tutto?

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