Problemi da scrittori? No, solo… una sfida #8 – Personaggi minori

Ne abbiamo bisogno.

Perché hanno dei poteri.

Sanno trasformare una semplice storia in una buona storia. Possono trasformare un mondo immaginario in un mondo realistico. Se ben costruiti, possono fare grandi cose.

Tuttavia causano molti più problemi di quanto si possa immaginare.

Si. Sto parlando dei personaggi minori.

Ci pensate mai mentre leggete un libro? Magari lo fate, ma io in genere sono assorbita dalle vicende dei protagonisti. Tuttavia non posso fare a meno di chiedermi: che cosa succederebbe a quella storia coinvolgente e interessante se non ci fossero i personaggi secondari? Sarebbe ancora così coinvolgente e interessante?

No, non possiamo fare a meno di loro.

Dunque qual’è il problema?

Beh… ci vuole una certa abilità per creare un personaggio minore credibile, che non rubi la scena al protagonista ma che allo stesso tempo non sia semplicemente uno stereotipo.

Sfortunatamente non credo ci sia una ricetta magica che si adatti ad ogni scrittore ma posso dirvi come mi comporto io con questi amici insidiosi.

Li tratto come protagonisti. Questo di solito li mette di buon umore.

Quando pianifico un personaggio secondario considero la sua storia come se avesse una vita propria, come se meritasse un romanzo a parte. Inizio con le domande di base: qual’è il suo nome, la sua età, il suo lavoro e, naturalmente, qual’è la relazione con il protagonista. Poi cerco di capire qual’è la sua storia, che cosa lo ha condotto a quel punto, com’è la sua famiglia, come si comporterebbe in questa o quella situazione…

Alla fine ho un’idea piuttosto completa sul personaggio, anche se non so ancora quante di quelle informazioni finiranno effettivamente nel romanzo.

Mentre mi preparavo per il Camp NaNoWriMo ho letto un Pep Talk davvero utile. Conteneva una lista di domande a cui rispondere per ottenere una fotografia dei propri personaggi. Certamente era pensato per i protagonisti, perché le domande erano davvero specifiche, ma ho deciso di usare alcune di quelle domande per (perdonatemi il gioco di parole) i personaggi secondari principali.

Questo è un esempio…

Nome: Oscar

Cognome: Wild

Età: 65 (data di nascita 4/3/2169)

Altezza: 1,78 m

Occhi: castani

Aspetto: non è molto alto, il suo corpo è snello, tipico di chi ha fatto sport per tutta la vita. Non è bello ma è molto elegante e di classe.

Segni particolari: indossa un paio di occhiali da vista con una spessa montatura nera.

Abbigliamento preferito: l’uniforme verde scuro dell’Agenzia.

Dove vive?: visto che è il capo della sezione europea dell’Agenzia, ha un appartamento speciale al Centro.

Com’é la sua abitazione?: il suo appartamento al Centro è elegante e raffinato, la mobilia ha un carattere tipicamente maschile ed è molto funzionale, con linee pulite.

Gesti caratteristici: arriccia il naso per sistemarsi gli occhiali.

Cose che vorrebbe cambiare del suo aspetto: vorrebbe riavere indietro i suoi capelli scuri, ma rifiuta di tingerli adesso che sono grigi.

Modo di parlare: è diretto e parla senza giri di parole. Per questo ha difficoltà quando deve convincere o circuire qualcuno con insinuazioni.

Ossessioni: è meticoloso nella pianificazione delle missioni.

Miglior ricordo: il suo ricordo più felice è quello del giorno del diploma all’Accademia di Addestramento quando, a dispetto dei suoi molti detrattori, si è diplomato come primo del suo corso.

Hobby: ama il giardinaggio, per questo il suo appartamento è pieno di piante in vaso.

Abilità speciali: ha un grande intuito nei confronti delle persone, infatti è in grado di capirne il reale valore.

Insicurezze: è molto insicuro con le donne, tranne quando si parla della sfera lavorativa.

Stranezze: parla con le sue piante.

Temperamento: è pragmatico e realista.

Tratti negativi: è raro che vada fuori di testa, ma quando succede la sua rabbia sa essere distruttiva.

Cose che lo sconvolgono: è disturbato da chiunque tenti di minare l’ordine, perché ama la pace e la tranquillità.

Cose che lo mettono in imbarazzo: sua sorella. E’ totalmente diversa da lui. Un paio di secoli prima sarebbe stata definita una hippy.

Molto informato a proposito di: conosce tutto sull’Agenzia e la sua storia.

Fobie: è leggermente claustrofobico, per questo evita gli ascensori quando possibile.

Cose che lo rendono felice: fare bene il suo lavoro ma anche prendersi cura delle sue piante.

Famiglia: i suoi genitori sono morti ma ha ancora una sorella, Marla, che insegna meditazione a signore ricche e annoiate.

… e potrei andare avanti ma non voglio annoiarvi. Penso che abbiate capito che cosa intendo. Questo personaggio ha una relazione molto importante con la protagonista della mia storia ma appare solo in poche scene. Tuttavia io conosco perfettamente la sua storia.

Probabilmente sembra un sacco di lavoro per niente, ma questo è il modo migliore che ho trovato per trattare con i personaggi secondari… per adesso.

E voi come fate? Non vedo l’ora di saperlo, se vi va di condividerlo!

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