Linguaggio tecnico – I problemi dello scrittore #10

Roy Peter Clark in Writing Tools dice che l’America è una nazione di scrittori (e questo è applicabile ad ogni nazione) perché tutti devono scrivere report, memorandum, annunci e messaggi per affari, per la professione o gli studi. Nel suo libro lo scopo di Clark è quello di fornire agli scrittori di tutti i tipi gli strumenti per scrivere meglio; tuttavia le sue parole mi hanno fatto riflettere sul linguaggio in generale e sul linguaggio tecnico in particolare.

Non si tratta di romanzi, quindi non è necessario essere particolarmente creativi, ma un linguaggio arido può comunque uccidere l’interesse. I documenti tecnici sono difficili da leggere perché spesso coloro che lavorano in un certo campo sono obbligati o si sentono obbligati a usare un linguaggio contorto e forme contorte. E se potessimo scrivere di qualsiasi argomento senza necessariamente I limiti imposti dal linguaggio che crediamo di dover usare?

Pensate solo alle leggi.

Questo paragrafo proviene dalla Direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001 concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente (già solo capire di che cosa si tratta richiede una buona dose di pazienza).

Qualora uno Stato membro ritenga che l’attuazione di un piano o di un programma in fase di preparazione sul suo territorio possa avere effetti significativi sull’ambiente di un altro Stato membro, o qualora lo richieda uno Stato membro che potrebbe essere interessato in misura significativa, lo Stato membro sul cui territorio è in fase di elaborazione il piano o il programma trasmette, prima della sua adozione o dell’avvio della relativa procedura legislativa, una copia della proposta di piano o di programma e del relativo rapporto ambientale all’altro Stato membro.

Leggendo attentamente si capisce bene il significato, ma non sarebbe più chiaro così?

L’attuazione di un piano o di un programma sul terriorio di uno Stato membro può avere effetti significativi sull’ambiente di un altro Stato membro. In questo caso, lo Stato in cui è prevista la realizzazione del piano o programma deve trasmettere una copia della proposta e del relativo rapporto ambientale all’altro Stato membro. La trasmissione della documentazione deve avvenire prima dell’adozione del piano o programma o prima dell’avvio della relativa procedura legislativa.

Con il linguaggio scientifico succede lo stesso. La scienza è interessante, la scienza è incredibile, è semplice e complessa allo stesso tempo. La scienza è dapperttutto ed è bellissima… ma molti scienziati sono incapaci di trasmettere questo aspetto. Non è frustrante che la bellezza della scienza vada perduta a causa di un linguaggio complicato?

Finito il liceo sono andata a studiare chimica all’Università. Mi interessava davvero la materia, ciò nonostante certi esami sono stati veramente una rottura spesso a causa della mancanza di esempi e similitudini, l’astrazione degli argomenti e la forma contorta. Se il linguaggio scientifico standard riesce ad rimbabire giovani menti desiderose di imparare, posso solo immaginare che cosa faccia a qualcuno che non è davvero interessato all’argomento!

Per esempio, vediamo che cosa succede se scelgo una pagina a caso dal portale di Chimica di Wikipedia…

La cromatografia (dal greco χρῶμα, traslitterato in kroma, “colore”), è il nome collettivo usato per una serie di tecniche di laboratorio per la separazione di miscele di sostanze. La miscela è solubilizzata in un fluido chiamato fase mobile, che la trasporta attraverso una struttura formata da un altro materiale, chiamato fase stazionaria. I vari costituenti della miscela attraversano il dispositivo a diverse velocità, causando la separazione. La separazione è basata sulla differente ripartizione tra la fase mobile e quella stazionaria. Minime differenze nel coefficiente di ripartizione dei composti si traducono in differente ritenzione da parte della fase stazionaria e quindi in una variazione della separazione.

La cromatografia può essere preparativa o analitica. Lo scopo della cromatografia preparativa è quello di separare i componenti di una misciela per usi ulteriori (e dunque è una forma di purificazione). La cromatografia analitica viene effettuata normalmente su quantitativi molto più ridotti di materiale allo scopo di determinare le quantità relative di analiti nella miscela.

Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Chromatography

(grazie Wikipedia per esserci stata quando studiavo)

Siete già annoiati a morte?

Proviamo di nuovo…

Quando guardate film e telefilm alla televisione, sembra che i chimici facciano magie quando identificano le componenti di una miscela. Una famiglia di tecniche di laboratorio per la separazione di miscele è chiamata cromatografia, che letteralmente significa “scrivere con i colori”. Le componenti della miscela vengono separati grazie alla loro differente affinità verso due fasi: la fase mobile, che è liquida o gassosa, e la fase stazionaria, che è solida.

Immaginate un gruppo eterogeneo di persone che camminano in una strada piena di negozi. All’inizio della strada formano un gruppo compatto ma, man mano che procedono, alcuni di loro si fermano a guardare le vetrine e si dividono in piccoli gruppi. Alcuni di loro non saranno affatto interessati alle vetrine, per questo raggiungeranno per primi la fine della strada; altri daranno un’occhiata qua e là, quindi arriveranno in fondo per secondi; il terzo gruppo invece sarà così interessato ai negozi che si fermerà ad esaminare ogni vetrina e arriverà per ultimo.

Il gruppo eterogeneo di persone si divide in piccoli gruppi a causa della loro diversa affinità verso i negozi. Lo stesso accade in cromatografia: le sostanze, che si trovano nella fase mobile, si dividono in gruppi differenti in base all’affinità verso la fase stazionaria. Piccole differenze nel modo in cui queste sostanze sono trattenute dalla fase stazionaria si traducono nella separazione delle componenti con tempi di ritenzione diversi.

Questa famiglia di tecniche può essere usata sia a scopi preparativi, per separare composti diversi per altri usi, sia come metodo analitico per determinare le differenti proporzioin di molecole in un campione.

Sono riuscita a tenervi svegli?

Di certo questo genere di spiegazioni non è necessario nelle comunicazioni tra professionisti nello stesso settore, ma non sarebbe grande se il materiale divulgativo potesse essere scritto in modo più attraente?

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