La paura di rimanere senza idee – I problemi dello scrittore #11

Una tempo, quando ero giovane e sciocca, volevo essere una scrittrice ma non facevo niente per diventarlo. Volevo scrivere, ma non impiegavo mai un po’ di tempo per mettere le parole sulla pagina. Avevo un diario e ho iniziato alcune storie, ma non ne ho mai finita nessuna.

Ero paralizzata dalla paura, la paura di cominciare – quella che blocca ogni scrittore, ma ne avevo anche un’altra: la paura di rimanere senza idee.

Sembra stupido?

Beh, non lo è se ti impedisce di fare qualcosa di importante. Il fatto è che avevo questa strana convinzione, credevo che nella vita avrei avuto solo un numero limitato di idee brillanti e non volevo sprecarle con tentativi inutili e infruttuosi. Pensavo di dover curare quelle idee, di doverle conservare per il momento in cui sarei stata una scrittrice abbastanza brava da render loro giustizia.

Come pensassi di diventare una brava scrittrice senza mai scrivere davvero non lo so. Sì, certo capitava che scrivessi qualcosa ma non prendevo mai la cosa davvero sul serio. Non mi impegnavo sul serio perché ero bloccata dalla paura di terminare le idee. Era una sorta di blocco dello scrittore preventivo.

Che cosa è successo poi?

Dopo aver curato e coccolato le mie idee per anni – sì, questa storia è andata avanti per anni – mi sono stancata di aspettare il momento giusto e ho rinunciato. Per essere onesti non era un bel periodo. Ero all’Università, lontana da casa, avevo a malapena il tempo per pensare, figurarsi per scrivere… ma questo non è una buona giustificazione.

Avevo rinunciato a qualcosa che amavo per colpa della paura.

Non era da me e non era qualcosa destinato a finire così, ma nel frattempo – un frattempo che è andato avanti per un pezzo – ho continuato a pensare che fosse la cosa giusta da fare, che rinunciare alla mia passione e concentrarmi sulle “cose importanti” fosse quello che ci si aspettava da me come adulta. Inoltre ero convinta che a quel punto qualcuno avesse già utilizzato le mie brillanti idee. Quindi che senso aveva continuare a preoccuparmene?

Il problema era che mi mancava scrivere, mi mancava un sacco. Continuavo a scrivere il mio diario, ma non era abbastanza. Ero in crisi d’astinenza da narrativa. A un certo punto decisi di prendere la via più facile: cominciai a scrivere fan fiction, sfruttando così i personaggi che qualcun altro si era preso il disturbo di creare, in modo che io potessi produrre storie per un pubblico già fedele e vorace.

In ogni caso era meglio di niente. Scrivevo di nuovo.

Nel frattempo sono successe molte cose. Mi sono laureata, ho superato l’Esame di Stato, ho trovato il mio primo lavoro temporaneo e per tutto il tempo ci sono stati periodi in cui ho scritto di più, periodi in cui ho scritto di meno e periodi in cui non ho scritto per niente.

Ad un certo punto però quello che stavo facendo non era più sufficiente. Le fan fiction e qualche racconto potevano essere un divertente passatempo per un pomeriggio, ma non mi bastavano più. Ho rimuginato sullo scrivere, giorno dopo giorno, arrivando a comprendere che dovevo cambiare qualcosa.

Quello che mi diede la spinta finale fu un libro – guarda caso. Si intitolava You are a writer (so start acting like one)  di Jeff Goins. Credo che il titolo sia sufficiente a spiegare l’argomento. Quel libro ha cambiato il mio modo di vedere la scrittura. Non ho deciso di dedicarmi alla scrittura dall’oggi al domani, ma è stato allora che ho iniziato a cambiare mentalità.

Ho trovato il coraggio di creare un blog dove scrivo in Inglese, poi ho creato il suo gemello in Italiano, poi mi sono iscritta per la prima volta al NaNoWriMo e ho scritto la prima stesura del mio primo romanzo. Per la prima volta avevo scritto qualcosa dall’inizio alla fine.

E sapete che cosa è successo?

Non appena mi sono messa a scrivere, scrivere sul serio, quasi ogni giorno, le idee e l’ispirazione hanno iniziato ad apparire ovunque. Vedo storie o argomenti per il mio blog nei paesaggi, nei visi, nei muri; trovo l’ispirazione in conversazioni udite per caso, negli articoli dei giornali, ai convegni scientifici, tanto che ho preso a girare con un taccuino sempre in borsa per prendere nota di tutte le idee che mi vengono.

Al momento devo rivedere il mio primo romanzo prima di decidere se voglio tentare la via “tradizionale” oppure buttarmi sul self-publishing. Ho intenzione di completare la prima stesura del mio progetto di science fiction e ho un taccuino pieno di idee per almeno altri cinque romanzi.

Non credo che resterò senza idee molto presto.

E voi?

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7 thoughts on “La paura di rimanere senza idee – I problemi dello scrittore #11

    1. Per questa edizione ho deciso di scrivere in Italiano e sono molto più veloce! Per il Camp NaNo in luglio ho scritto direttamente in Inlgese ma ci metto il doppio del tempo, perché ho sempre il naso nel dizionario 😛
      Mai arrendersi davvero 🙂

      Liked by 1 person

  1. Giusto, non arrendersi davanti alle difficoltà se crediamo in ciò che facciamo e soprattutto amiamo farlo! Io ho sempre amato scrivere di scienza e volevo aprire un blog da un po’ma mi sono sempre fermata pensando di finire presto le idee per nuovi post. Adesso l’ho aperto senza farmi paranoie, mi appunto come e quando mi vengono idee su cosa posso scrivere, risultato ho già un elenco lunghissimo!

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      1. Ehm in realtà non è proprio “aperto” nel senso che sto ancora combattendo per cercare di capire come funziona wordpress, e soprattutto devo ancora capire quale è il tema che mi piace di più, sono un’eterna indecisa! Appena ci capirò qualcosa in più e avrò pubblicato i miei primi post ti farò sapere

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