Gli obiettivi dichiarati pubblicamente aiutano

È ufficiale, il NaNoWriMo è terminato e ho raggiunto la fatidica quota di 50000 parole, quindi sono una…

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Come sempre, il NaNoWriMo è stato un incentivo fondamentale per portarmi avanti con la prima stesura del mio progetto, ma la storia non è ancora finita e sono davvero contenta di avere ancora molto lavoro davanti a me. Non per autoincensarmi, però adoro passare del tempo con i miei personaggi. Per questa edizione del NaNoWriMo ho scelto di scrivere il primo episodio in quella che prevedo essere almeno una trilogia: I Modificati.

La storia è ambientata in un futuro lontano. L’agente segreta Lorelai Sunshine, che appartiene ad una nuova razza di individui geneticamente modificati, è costretta a lavorare con un avanzo di galera per sventare una cospirazione. Riuscirà a salvare la città di Town, nonostante tutti i pregiudizi e i sospetti nei confronti dei Modificati?

Nessuno può dirlo… (ok, io posso ma non ho intenzione di raccontarvelo… per ora).

Al momento ho la sensazione che il mio romanzo abbia solo le ossa, uno scheletro disarticolato che mi permette di immaginare come sarà il risultato finale, ma chiaramente ha ancora bisogno di muscoli, pelle e magari un po’ di grasso. Tuttavia, prima di potermi dedicare a questa parte, devo terminare la prima stesura. A questo proposito, ho letto recentemente un consiglio molto interessante, che mi ha aiutato a mantenere la giusta prospettiva.

Scrivi liberamente e il più rapidamente possibile e butta l’intera storia sulla carta. Non correggere o riscrivere fino a quando non hai scritto tutta la storia. Riscrivere durante la prima stesura è in genere un modo per trovare una scusa per non andare avanti. Interferisce anche con il flusso e il ritmo che possono derivare solo da una sorta di associazione inconscia con il materiale.

John Steinbeck

Tratto da: Six tips for aspiring writers by John Steinbeck

Riscrivere durante la prima stesura è una scusa per non andare avanti. Fin troppo vero. Ecco perché, ance se c’è una parte di me che vorrebbe tornare indietro e rivedere tutto quello che ho scritto fin’ora, ho intenzione di andare avanti con la storia e non fermarmi fino a quando non arriverò alla fine del primo libro. Allora, e solo allora, rileggerò, aggiungerò, taglierò e riscriverò. L’unica concessione che posso fare a questa regola è questa: prima di procedere darò un’occhiata veloce ai capitoliprecedenti per buttare giù una cronologia degli eventi. Questo mi aiuterà ad evitare incongruenze.

Photo Credit: angietorres via Compfight cc
Photo Credit: angietorres via Compfight cc

Ora la parte difficile sarà continuare a scrivere tutti i giorni. Può sembrare incredibile, ma il fatto di dichiarare pubblicamente un obiettivo mi sprona come nient’altro. Quando stabilisco gli obiettivi tra me e me e poi non li raggiungo, non succede niente. Trovo solo delle scuse. Ma se dichiaro i traguardi che voglio raggiungere ad alta voce, subentra l’imbarazzo per un eventuale fallimento.

Lo so, detto così sembra che scrivere sia per me una punizione e non un piacere. Falso. Amo scrivere, ho solo bisogno di uno sprone per superare tutte le paure legate alla pagina bianca e a quella sensazione di essere la peggior scrittrice vivente.

Pertanto questo è il mio obiettivo dichiarato pubblicamente: scriverò almeno 1000 parole ogni giorno e finirò “Under cover – I Modificati #1” per la fine di gennaio.

Vi aiuta dichiarare pubblicamente dei traguardi o è solo spaventoso? Avete esperienze simili da raccontare? Condividetele nei commenti! Non vedo l’ora di leggerli!

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