Scrittrice in vacanza! – parte 1

E’ strano essere di nuovo a casa. Che tu ci creda o no, questo viaggio che io e Andrea abbiamo appena fatto negli Stati Uniti è stato il più lungo che abbia mai fatto ed essere a casa dopo due settimane è stato strano all’inizio.

Tanto per cominciare, le stanze di casa nostra sembrano enormi dopo le stanze degli hotel. Siamo stati in alberghi molto belli, ma ovviamente abbiamo dovuto raggiungere dei compromessi per avere un buon prezzo, una buona posizione e il bagno in camera (una cosa indispensabile – sì, sono quel tipo di viaggiatore rompiscatole), per questo le stanze che abbiamo avuto erano confortevoli, ma di certo non grandi.

Altra cosa. Dopo aver parlato in inglese per così tanto tempo, ho quasi ordinato il mio primo cappuccino in Italia come avrei fatto da Starbucks. Questo viaggio è stata una buona occasione per testare le mie abilità nel parlare e capire l’inglese. Ho scoperto che riesco a farmi capire abbastanza bene, mentre capire quello che mi viene detto è un altro paio di maniche. Dipende essenzialmente dalla persona con cui sto parlando. Ho trovato americani che riuscivo a capire perfettamente, altri che capivo abbastanza bene e altri che non capivo affatto. Ma credo che sarebbe lo stesso per uno straniero in Italia…

Nel complesso è stata un’esperienza splendida e sono solo dispiaciuta che sia finita.

La nostra prima tappa è stata Boston.

Our first glimpse of Boston
Primo impatto con Boston

Ce ne siamo innamorati immediatamente.

Per prima cosa: le nostre valigie erano sul nastro trasportatore al Logan Airport. Parafrasando Beppe Severgnini, gli Italiani sono sempre molto dubbiosi sul vedere i loro bagagli sparire su un nastro a Milano e vederli ricomparire in un altro paese. Ecco perché ero piuttosto preoccupata, ancor di più visto che abbiamo fatto scalo e cambiato aereo a Dublino. Invece per fortuna entrambe le nostre valigie sono arrivate sane e salve.

Una volta recuperati i bagagli siamo andati al banco informazioni per chiedere dove comprare i biglietti per la Silver Line per andare in centro. La risposta dell’addetto alle informazioni mi ha sconvolta. E’ gratis. La Silver Line dall’aereoporto al centro è gratis. E’ stata la prima volta anche per Andrea, che sicuramente ha viaggiato più di me.

Andrea intento a studiare la mappa dei trasporti pubblici di Boston 

Il nostro hotel era il Boston Park Plaza and Tower. Posizione perfetta, piuttosto centrale, vicino al Boston Common e al Parco Pubblico, con una bellissima hall in stile art deco. La stanza, come ho detto, non era molto grande ma era comoda. Il bagno d’altro canto era al di sotto degli standard a cui siamo abituati, l’unica definizione che mi viene in mente è minuscolo. Però comunque c’era il necessario.

Boston Park Plaza Hotel & Tower
Our room...
La nostra stanza…
...and its bathroom
…e il suo bagno

La prima sera, durante la quale abbiamo cercato di stare svegli il più a lungo possibile per combattere il jet lag, siamo andati a cena in un ristorante vicino all’albergo, il Legal Sea Foods, dove Andrea ha mangiato un’aragosta dall’aria molto appetitosa. Abbiamo imparato subito due cose: nei locali pubblici l’aria condizionata è così alta da farti congelare, anche se fuori non fa molto caldo; le porzioni di cibo sono grandi, molto grandi, enormi. Ho faticato per arrivare alla fine della mia dose di fish and chips.

Andrea's lobster
My fish and chipsL’aragosta di Andrea e il mio fish and chips

Prima di partire per gli Stati Uniti, chiunque ci fosse già stato si è raccomandato di prepararmi ad un caldo insopportabile. Beh… durante il nostro primo giorno a Boston eravamo vestiti così…

Winter attire...
Tenuta invernale…

…non proprio quello che ci si aspetterebbe dall’estate. Ma è stato meglio così, in questo modo siamo riusciti a fare i nostri giri senza scioglierci per il caldo.

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Giro lungo la Freedom Trail
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The State House

Boston è speciale. Ha un’aria molto europea, forse è per questo che dà l’impressione di essere familiare, ed è permeata di storia. Devo ammettere di essere piuttosto ignorante di storia americana, ma è stato interessante scoprire di tutte le vicende legate ai luoghi sparsi lungo la cosiddetta Freedom Trail.

TD Garden
TD Garden

Dopo questo bagno nella storia, abbiamo deciso di fare una cosa decisamente diversa e siamo andati a visitare il TD Garden, il palazzetto dello sport dove giocano i Celtics e i Bruins. La mia ignoranza in campo sportivo è anche peggio di quella in campo della storia americana, ma il tour è stato carino. E’ stato interessante vedere l’arena dall’interno! Purtroppo la nostra guida era piuttosto difficile da capire. Non so se dipendesse dal suo accento o dal tono monocorde… comunque è stata un’esperienza nuova. Qui in Italia il pensiero di andare a visitare uno stadio o un palazzetto non ci sfiorerebbe nemmeno.

Me at Harvard
Io ad Harvard

La mattina del nostro secondo giorno a Boston siamo andati a Cambridge per fare un giro nel campus di Harvard e all’MIT. Esattamente come le università italiane (notare il tono solo lievemente ironico). Stesso ordine, stessa cura, stessa pulizia, stesso rispetto delle strutture comuni da parte degli studenti. Pensare a tutti gli studenti che si impegnano e lavorano sodo per entrare in quelle università mi ha fatto sentire in soggezione della loro passione e dedizione.

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Io all’MIT

Il sistema universitario americano è molto diverso dal nostro, il sistema di ammissione è differente e ovviamente le università migliori hanno rette da capogiro. Da noi l’ammissione, fatta eccezione per le facoltà a numero chiuso, è decisamente più semplice. Ma d’altra parte i corsi di laurea sono spesso strutturati in modo da mettere un esame scoglio nel primo semestre, in modo da scoraggiare gli studenti meno motivati. Sinceramente non saprei dire quale funziona meglio…

Ovviamente non ho potuto resistere alla tentazione di fermarmi al negozio ufficiale di Harvard!

La mia nuova tazza di Harvard!
Boston Public Library
Boston Public Library

Il nostro tour culturale è continuato con una visita alla biblioteca pubblica e poi… una tappa da Barnes and Noble! Il paradiso del lettore. Era la prima volta che entravo in una libreria Barnes and Noble e la prima cosa che mi ha colpito è stata l’immensa sezione dedicata ai manuali. Da noi è molto diverso. Nelle nostre librerie la sezione dei manuali è normalmente uno scaffaletto nascosto nel retro. Lì invece c’erano innumerevoli scaffali dedicati al business, all’auto-aiuto, ai vari manuali su come-fare questo e quello… e ovviamente alla scrittura. Non ho potuto resistere…

I miei acquisti da Barnes and Noble

Beh… dopo soli due giorni mi sono innamorata di Boston e, anche se stavamo andando a New York, mi è dispiaciuto andare via.

La prossima volta ti racconterò dei giorni passati a New York. Nel frattempo… sei mai stato a Boston? Hai una città preferita? Raccontalo nei commenti!

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