Puoi fingere di essere qualcun altro?

Qualche giorno fa un’amica scrittrice, Joan Hall, mi ha coinvolta in un “gioco” su Twitter, che consisteva nel descrivere il proprio WIP (work in progress) in tre parole. Questo è stato il risultato…

Screenshot (1)

“Always be yourself” sono state le prime parole che mi sono venute in mente e in un attimo mi sono resa conto che questa descrizione si applica al mio attuale progetto, il primo capitolo della serie dei Modificati, ma può riferirsi altrettanto bene anche a  Segreti di una borsa, che invece è già completo ed è in fase di rifinitura.

Quasi nello stesso istante mi è tornata in mente una lezione del primo modulo del corso Tribe Writers, in cui Jeff Goins, creatore del corso, chiede agli studenti di pensare alla propria worldview, alla propria visione del mondo, quella che dovrebbe trasparire attraverso il blog.

All’epoca in cui ho seguito il corso per la prima volta quella lezione mi creò dei problemi perché non sapevo esattamente quale fosse la mia visione del mondo. Ne avevo un’idea vaga ma niente che si potesse tradurre in un concetto riassumibile in poche parole.

Ora credo finalmente di averla trovata.

Il messaggio, o almeno uno dei messaggi, che vorrei trasparisse da quello che scrivo, ma anche da quello che sono è: siate voi stessi, sempre, a dispetto delle circostanze.

Non l’ho deciso scientemente. I miei personaggi hanno deciso per me, neanche si fossero incontrati in uno scantinato buio e avessero stabilito una strategia a tavolino. E a quanto pare hanno fatto un ottimo lavoro perché, anche se le loro storie sono molto diverse tra loro, i miei personaggi si trovano spesso in una delle fasi del processo per diventare loro stessi.

Elisa, protagonista di Segreti di una Borsa, ha la brutta abitudine di adattare il suo modo di essere alle circostanze e soprattutto a quello che le persone si aspettano da lei, e questo suo atteggiamento traspare dal contenuto della borsa. Lei è remissiva con il fidanzato, finge di essere interessata agli intellettualismi dei suoi amici dell’università e si comporta ancora in un altro modo con il Signor Palmieri, il suo capo. Con le sue coinquiline, Gina e Patrizia, è molto più spontanea e naturale, ma l’unica a conoscerla davvero a fondo è la sua borsa.

Al contrario Diego, protagonista accanto a Elisa, è sempre fedele a sé stesso. Segreti di una borsa non ne tratta direttamente ma io lo conosco bene e so che ha lottato a lungo contro quell’infido istinto che lo spingeva ad uniformarsi alle aspettative degli altri. Le sfide che ha affrontato lo hanno portato ad essere razionale ai limiti del cinismo e lo hanno reso decisamente diffidente verso le altre persone, ma mai incline a piegarsi alla convenienza.

La mia immaginazione va in visibillio all’idea dell’incontro tra questi due personaggi e i protagonisti della serie dei Modificati nel fantomatico scantinato buio. Lorelai e Jason provengono da un futuro immaginario in cui gli scienziati hanno creato una razza di superumani modificati geneticamente, solo per rendersi conto che erano troppo pericolosi a causa delle loro abilità.

Sembra una faccenda completamente diversa (e lo è) ma i problemi profondi che Lorelai e Jason affrontano sono gli stessi che si presentano a Elisa e Diego.

Lorelai è una Modificata di prima generazione. Ha passato la vita a cercare di integrarsi con i Normali, nascondendo le sue abilità e reprimendo la sua vera natura. Contenere gli effetti delle modificazioni genetiche richiede grande autocontrollo, per questo Lorelai mantiene una facciata che funziona come una diga, trattiene tutto quello che fa di lei una Modificata e lo nasconde al mondo esterno. Dà l’idea di una situazione che possa durare a lungo? Beh, che ci crediate o no, Lorelai è riuscita a tenere in piedi questo teatrino per più di un secolo, ma le cose sono destinate a cambiare quando una missione sotto copertura la costringe a collaborare con Jason.

Jason Hike, a differenza di Lorelai, non ha alcun problema ad ammettere la propria natura di Modificato, anzi è così ossessionato dall’idea di essere sé stesso fino in fondo da arrivare a compiere atti criminali. Si è sempre rifiutato di sopprimere quegli istinti che lo portano a far del male ad altre persone e a voler prevaricare sui Normali. Ma forse l’incontro-scontro con l’autocontrollo di Lorelai gli farà cambiare idea.

Lorelai e Jason (perdonate il paragone abusato) sono le due facce della medaglia, i due aspetti estremi dello stesso problema: la ricerca dell’equilibrio tra l’essere sé stessi senza restrizioni né regole e il comportamento richiesto dalla legge e dalla società.

Inutile negare che questo tema sia importante per me perché ho l’ho vissuto sulla mia pelle. No, non ho poteri da nascondere (magari!) però è stato difficile per me, da adolescente soprattutto, essere me stessa. Mi sono sempre sentita diversa dagli altri perché mi piaceva studiare, mi piaceva leggere, ho sempre amato scrivere e non ho mai osato confessarlo a nessuno. Sentivo pesare su di me il giudizio degli altri e quindi, per affrontare questo giudizio, cercavo di uniformarmi a quello che gli altri si aspettavano da me.

C’è voluta molta forza di volontà per mettere da parte per imparare a ignorare il giudizio degli altri e ancora oggi mi capita di avere delle difficoltà, ma per fortuna affronto la cosa molto più razionalmente di quando avevo quattordici anni.

Non è certo un messaggio nuovo, ma guardandomi intorno non faccio che vedere persone che arrancano attraverso la vita perché cercano di essere qualcosa che non sono, per questo non mi stancherò mai di ripeterlo.

Essere noi stessi è sempre la scelta migliore, non bisogna rinunciare ad essere noi stessi per uniformarsi a quello che gli altri vogliono da noi, quello che gli altri si aspettano che noi facciamo o diventiamo, perché sarà sempre una forzatura e non ci permetterà mai di trarre il massimo e dare il massimo in questa vita.

E voi? Quali lotte avete affrontato nella vita per essere voi stessi?

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s