Qualche giorno fa vi ho detto quanto amassi le storie di Natale, piene di speranza e amore. È tutto vero, badate, ma dentro di me convivono numerose personalità e una di queste ama le storie ciniche e disincantate. Nel periodo di Natale, questa parte di me sparisce dalla scena e si rannicchia in un angolo con una coperta, una tazza di cioccolata con la panna montata sopra (quella seria, non quella che sembra schiuma da barba pesantemente zuccherata) e un bel libro.

A Natale non mi servono cinismo e sarcasmo, per questo, in questo periodo, mando in vacanza questa parte di me. La spedisco nel suo rifugio e la richiamo in servizio solo quando devo rientrare al lavoro, dopo l’Epifania.

Ma che cosa legge questa parte di me, vi chiederete voi? (e se non ve lo state chiedendo, vi conviene farlo perché sono ansiosa di darvi la risposta)

Ci sono un sacco di letture che fanno del disincanto la loro arma vincente, ma in questo periodo la piccola Irene Cinica si è appassionata ad una serie di romanzi erotici.

Esatto. Romanzi erotici.

Vedo sopracciglia sollevate e mascelle disarticolate per la sorpresa. Ma prima che a qualcuno venga una sincope datemi il tempo di spiegare.

La serie di cui parlo si intitola Memorie di un Gigolò di Livia Ellis. Racconta la storia di Oliver Adair, rampollo di una famiglia nobile che naviga in acque tutt’altro che buone. È al verde, la sua ex-fidanzata e suo padre stanno cercando di portargli via la dimora di famiglia e lui non ha più i mezzi per sostenere la vita di agi, viaggi e divertimento a cui è abituato.

Così, in un tentativo molto ottocentesco di risolvere i suoi problemi, Oliver si rivolge ad un’agenzia matrimoniale affinché gli trovi una moglie facoltosa disposta a sposarlo con la prospettiva di ottenere il titolo di Contessa. Quello che Oliver non sa è che la direttrice dell’agenzia, l’Organizzatrice, fa molto più che combinare matrimoni. L’Organizzatrice infatti gestisce un giro molto remunerativo di escort di lusso e quando Oliver varca la soglia del suo ufficio ha appena perso il suo gigolò di punta. Deve trovare rapidamente un sostituto all’altezza o rischia di perdere molti ottimi clienti.

Oliver non può pagare per i servizi dell’agenzia matrimoniale, per questo l’Organizzatrice gli propone un accordo: lui lavorerà per lei come gigolò fino a quando lei non troverà per lui la moglie adatta.

Situazioni disperate richiedono soluzioni disperate. Oliver non deve riflettere molto a lungo per valutare i benefici di questa proposta. Così si trova a entrare in un mondo fatto di clienti facoltosi disposti a pagare cifre da capogiro per una notte di sesso e per la sua discrezione la mattina seguente.

Abituato fin da giovane a tenere un diario con le sue osservazioni e i suoi ricordi, comincia a riportare sulla carta le storie e le situazioni che gli serviranno in seguito per scrivere le sue memorie. Gli studi classici trasudano dalle pagine dei suoi diari e dal suo sguardo sul mondo, allo stesso tempo romantico e distaccato, ingenuo e cinico.

Nel leggere Memorie di un Gigolò ci si dimentica che a scriverlo è stata Livia Ellis e non Lord Harkslon in persona e se credete che un romanzo erotico sia solo una scena di sesso dopo l’altra senza trama e senza spessore dei personaggi, allora non avete mai letto i romanzi erotici giusti.

Se non sapete da dove cominciare, partite da qui.

Fidatevi.

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